Decreto Rilancio: i contributi per negozi e attività commerciali

Decreto rilancio misure per negozi

Con l’inizio della Fase 2 l’Italia ha avviato un lungo percorso di uscita dalla crisi causata dalla pandemia di Covid-19. Il governo ha preparato una serie di misure fiscali per aiutare le aziende in difficoltà a ripartire. 

Il piano varato lo scorso 19 maggio mira soprattutto a sostenere le imprese piccole e medie e i titolari di partita IVA. In questa ampia categoria rientrano anche negozi ed esercizi commerciali, tra le attività più colpite dal lungo periodo di inattività imposto per contenere la diffusione del Coronavirus.

Vediamo nello specifico quali sono i provvedimenti e come possono aiutare il mondo del retail.

Decreto Rilancio: le misure per le imprese

Il c.d. decreto Rilancio prevede una serie di contributi per un totale di 55 miliardi di euro destinati a imprese, aziende e liberi professionisti.

Ecco quali sono le principali misure del decreto pensate per aiutare le attività commerciali:

  1. contributi a fondo perduto;
  2. rimborsi degli affitti;
  3. credito d’imposta per sanificazione e sicurezza sul lavoro;
  4. rinvio a settembre di adempimenti e versamenti fiscali;
  5. stop Irap.

Sono tutti strumenti molto utili che messi insieme possono contribuire sensibilmente alla ripartenza dell’economia. Ma quali sono i requisiti per richiederli e gli istituti a cui rivolgersi? Per fare chiarezza, abbiamo preparato un piccolo focus punto per punto su come accedere a ognuna delle risorse.

Come ottenere il contributo a fondo perduto

I contributi a fondo perduto rappresentano lo strumento più immediato e interessante per sostenere le imprese. Sono riservati alle attività con ricavi non superiori ai 5 milioni di euro che abbiano registrato un calo di fatturato superiore al 33% nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

L’entità del contributo viene calcolata sulla differenza di fatturato tra i due periodi ed è suddivisa in tre scaglioni:

  • 20% per i fatturati fino a 400 mila euro;
  • 15% per quelli fra 400 mila e un milione;
  • 10% per i fatturati sopra un milione di euro.

Facciamo un esempio concreto per capire meglio:

  • un negozio di elettrodomestici ha un ricavo complessivo di 750.000€ per il 2019;
  • ad aprile 2019 ha fatturato 60.000€;
  • ad aprile 2020 il fatturato è stato invece di 20.000€;
  • il finanziamento a cui può accedere è pari a 6.000€, cioè il 15% della differenza tra i due fatturati dei mesi di aprile: 60.000 meno 20.000 = 40.000€, l’importo su cui andrà calcolato il contributo a fondo perduto per l’emergenza coronavirus. 

Il finanziamento non viene conteggiato nel reddito e può essere richiesto solo per via telematica all’Agenzia delle Entrate

Credito d’imposta per gli affitti

Il decreto rilancio prevede un credito d’imposta del 60% del canone di locazione per i soggetti titolari di reddito d’impresa, arte e professione per gli affitti a uso non abitativo. 

Sgravi fiscali del decreto rilancio

Il contributo, che si concretizza in uno “sconto” sulle tasse da pagare il prossimo anno, è riservato alle attività con un fatturato non superiore ai 5 milioni di euro che abbiano registrato un calo di ricavi nel trimestre marzo-aprile-maggio 2020 di almeno il 50% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il negoziante in affitto, quindi, è tenuto a pagare regolarmente il canone di locazione conservando tutta la documentazione del caso per poi accedere allo sgravio quando verserà le imposte.

Contributi per la sicurezza sul lavoro e la sanificazione

Sono stati annunciati ulteriori crediti di imposta anche per le opere di messa in sicurezza del posto di lavoro e di sanificazione necessarie per la riapertura delle attività commerciali.

Per le spese sostenute nell’arco del 2020 per far rispettare le indicazioni sanitarie contro il Coronavirus – pannelli in plexiglass, segnaletica, eccetera – nei negozi e nelle attività commerciali è previsto uno sgravio fiscale del 60%, fino a un massimo di 80.000 euro.

Per i costi relativi alla igienizzazione degli ambienti e all’acquisto di dispositivi di sicurezza – come mascherine, guanti e gel – il contributo è sempre pari al 60% della spesa sostenuta, fino a un tetto di 60.000 euro.

Rinvio a settembre dei versamenti

Per alleggerire gli oneri fiscali, il decreto Rilancio prevede inoltre il rinvio al 16 settembre della ripresa dei versamenti per:

  • ritenute;
  • IVA;
  • contributi;

per tutte le imprese che hanno subito un calo di fatturato nel trimestre marzo-aprile-maggio 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A settembre sarà possibile pagare l’importo in un’unica soluzione o in quattro rate.

negozi e decreto rilancio

Sono sospesi anche i pagamenti relativi agli atti di accertamento e alle cartelle esattoriali

Stop ai versamenti Irap

Una delle misure più attese e richieste era lo stop dei versamenti Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. Il governo ha stabilito il blocco del versamento relativo al saldo 2019 e della prima rata dell’acconto 2020 per una platea molto ampia: tutte le attività e i lavoratori autonomi con ricavi non superiori a 250 milioni di euro 

Per chi possiede immobili di categoria catastale D/2, quindi alberghi e pensioni, è prevista anche l’abolizione della prima rata dell’IMU in scadenza il 16 giugno 2020, a patto però che i proprietari siano anche gestori dell’attività.

Un piano per la ripartenza

Il decreto rilancio contiene, inoltre, ulteriori misure a sostegno delle startup e delle società che hanno subito riduzioni di ricavi a causa della pandemia.

In attesa della conversione in legge del decreto che porterà, molto probabilmente, a modifiche e integrazioni, il mondo del commercio è pronto a ripartire con slancio ed entusiasmo per superare questi ultimi, difficili mesi. 

Il retail del futuro sarà per forza di cose diverso rispetto a quello che ci siamo abituati a conoscere, ma il cambiamento non ci deve spaventare: deve diventare uno stimolo a fare meglio e di più.

Sono anni che il commercio in Italia rimanda la propria evoluzione. Il mondo digitale bussa alle serrande per presentare tutto il suo carico di novità. Non si tratta solo di vendere online: è un nuovo modo di concepire il rapporto con i nostri clienti anche attraverso internet.Proprio per affrontare insieme il passaggio all’omnicanalità abbiamo creato Retail OK, la community che offre supporto, confronto, formazione e consulenza per tutti i momenti della vita in negozio, dalla pianificazione finanziaria all’allestimento delle vetrine. Uno spazio pensato per confrontarci e crescere insieme verso il futuro del retail.

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